mercoledì 18 settembre 2013

Corso Helen Doron.

L'esperienza ci ha insegnato che, perché il trittico acquisisca una buona conoscenza della lingua inglese, la presenza costante di un'au pair anglofona non  è sufficiente.
La comunicazione infatti deve poggiare su solide basi perché non si verifichi una situazione di chiusura e rifiuto.
Se il bambino non comprende assolutamente niente sarà assolutamente demotivato e probabilmente finirà per evitare l'interazione. Molti famiglie ospitanti infatti riferiscono comportamenti di indifferenza o addirittura di agressività nei confronti delle au pair.
Il Pan ed io abbiamo quindi valutato che fosse opportuno, per integrare il lavoro fatto a casa, la frequenza di un corso di inglese.
La nostra scelta è caduta sul Learning center Helen Doron. L'approccio usato è molto giocoso e il rinforzo casalingo è garantito dalla presenza di CD con canzoncine e filastrocche da ascoltare giornalmente e da un sito dedicato con giochi e materiali di diverso tipo.
Ritengo molto positivo il fatto che il metodo si basi sulla spontaneità della comunicazione e non solo su proposte e stimoli dell'adulto.
La lezione inizia con un cartone animato molto gradevole (non uno di quei minestroni informi senza né capo né coda il cui unico scopo è presentare lessico nuovo) Fun with Flupe.
Dopo la visione del filmato l'insegnante presenta ai bambini la magic box da dove estrae oggetti di vario tipo lasciando però ai bambini la piena direzione della conversazione.
Il Vic è stato il primo ad essere iscritto a ingliss (come lo chiamava da piccolo).  La scelta (ehm lo ammetto) non era stata supportata da profondi ragionamenti psico-pedagogici. Mammà stava frequentando la Siss e la famiglia Gamelli necessitava di un parcheggio un'attività stimolante in orario consono e non in capo al mondo. Le lezioni si tenevano presso l'asilo nido frequentato dal bimbastro  per cui tutte le condizioni erano rispettate, Ci siamo però rapidamente resi conto di quanto fosse proficua la frequenza e abbiamo deciso di estendere anche al resto del trittico quello che consideravamo un mero ripiego. Mi aveva particolarmente colpito notare all'epoca  una maggior competenza e ricchezza lessicale in Vic rispetto a Leli (che all'epoca frequentava la seconda elementare e aveva quindi all'attivo tre anni di inglese scolastico).
La prima parola in assoluto pronunciata da JF è stata "cat" (sempre speciale il mio francesino).
Il corso è inizialmente solo parlato, in età scolare viene introdotta la letto-scrittura.
La nostra scuola di riferimento è questa:http://www.lapecheronza.it/dapa/?page_id=283
nel meraviglioso asilo nido a suo tempo frequentato dai boys.


L'Ape che ronza, asilo nido in Orbassano.
 

Piccola nota per mamme sfati e disorganizzate (non so perché ma sento di dover solidarizzare con la categoria). L'edificio è nelle immediate vicinanze del supermercato Esselunga per cui il tempo impiegato per l'erudimento della nostra adorata progenie può essere da noi utilizzato per una rapida spesa.




5 commenti:

  1. Le colleghe di Orbassano interpretano molto bene lo spirito del nostro metodo. Grazie per l'apprezzamento.

    Giovanni Malgaroli, Master Franchisor Helen Doron English Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta

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  2. Ci troviamo veramente molto bene!

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  3. Anche Fabio alla materna seguiva un corso che applicava il metodo Helen Doron...non che avesse imparato molto, facevano una o due ore a sett. però. Adesso alla sua scuola seguono un progetto di bilinguismo, e sto notando molti progressi.

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  4. I bimbi hanno l'onda lunga, pure i miei inizialmente non producevano assolutamente nulla. Bello il progetto bilinguismo-

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  5. ciao, alla materna dove porteremo il ns piccolo ometto, il prossimo anno, ci hanno proposto 1h a settimana di inglese con il metodo doron. voi che avete esperienza in merito dopo quanto tempo un bimbo di due anni e mezzo da evidenza dell'apprendimento dell'inglese? in un'altra materna bilignue in cui la mattinata si svolge unicamente in lingua inglese con insegnanti madrelingua ci hanno descritto i primi 4/5 anni come di solo ascolto ma non di espressione. grazie

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